LA NOSTRA FILOSOFIA:
Nel corso degli anni ho capito che il momento in cui nasce davvero una produzione non coincide con l’accensione dei preamplificatori o con la prima registrazione. Quello è solo il momento in cui un percorso iniziato molto prima diventa concreto.
Prima vengono le domande importanti: cosa rende questa band riconoscibile? Qual è la cosa che deve arrivare a chi ascolterà questo disco? Quali elementi vanno valorizzati e quali invece rischiano di allontanare la musica dalla sua natura?
È questo il motivo per cui non ho mai creduto in un metodo uguale per tutti. Ogni artista arriva con una storia diversa, con riferimenti diversi e con un rapporto diverso con la propria musica. Il ruolo di un produttore, secondo me, non è applicare una formula già pronta, ma avere l’esperienza necessaria per capire quale strada abbia senso percorrere in quel momento.
La tecnologia negli ultimi anni ha ampliato enormemente le possibilità a disposizione di chi produce musica. Oggi possiamo ricreare quasi qualsiasi suono, correggere quasi qualsiasi imperfezione e avere accesso a strumenti che un tempo erano disponibili solo ai grandi studi. Ma proprio questa abbondanza rende ancora più importante saper scegliere.
Uno strumento non decide il risultato di un disco. Lo decide il modo in cui viene utilizzato e, soprattutto, la capacità di capire quando serve e quando invece è meglio non usarlo.
Nel mio lavoro mi capita spesso di difendere una scelta che sulla carta potrebbe sembrare meno “perfetta”, perché una produzione non deve inseguire la perfezione tecnica a tutti i costi, deve conservare ciò che rende una performance credibile, viva e riconoscibile.
Allo stesso modo, non credo che un disco debba necessariamente suonare come qualcosa che funziona in quel preciso momento storico. Le influenze sono fondamentali, e ogni artista porta con sé una serie di riferimenti che fanno parte della propria identità, ma una produzione ha valore quando riesce a trasformare quelle influenze in qualcosa di personale.
Il mio obiettivo, quando lavoro con una band, è arrivare al punto in cui il disco sembra inevitabilmente appartenere a loro. Non perché sia stato lasciato esattamente come è arrivato, ma perché ogni scelta fatta durante il percorso ha contribuito a far emergere la sua vera natura.
L'ambiente: Ispirazione tra gli Appennini
La posizione dello studio non è un dettaglio: è una scelta precisa.
Siamo immersi nella natura degli Appennini Campani per isolare l’essenziale, non per ritirarci.
Qui non c’è traffico, non ci sono distrazioni.
Solo silenzio, tempo, spazio mentale.
Un ambiente che aiuta l’artista a concentrarsi, spogliarsi dal superfluo, e lavorare in profondità.